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Scritto da Lo staff
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Venerdì 07 Novembre 2008 02:47 |
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Konrad Lorenz"...non crediate che sia crudele tenere un cane in un appartamento cittadino: la sua felicità dipende soprattutto dal tempo che potete trascorrere con lui, dal numero di volte che vi può accompagnare nelle vostre uscite; al cane non importa nulla aspettare per ore e ore davanti alla porta del vostro studio, se poi ne avrà in premio dieci minuti di passeggiata al vostro fianco. Per il cane l'amicizia personale è tutto. Ricordate però che in questo modo vi assumete un impegno tutt'altro che lieve, perché dopo è impossibile rompere l'amicizia con un cane fedele, e darlo via equivale a un omicidio -SONO MOLTI I FARMACI CHE HANNO EFFETTI COLLATERALI SUI NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE? -PERCHE' IL CANE ULULA? -COS'E' L'IPERESTESIA FELINA? -PERCHE' IL MIO CANE MANGIA L'ERBA? -SERVE ADDESTRARE UN CANE? -LA MUSERUOLA E' SEMPRE D'OBBLIGO?
-SONO MOLTI I FARMACI CHE HANNO EFFETTI COLLATERALI SUI NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE?
 E' stato intrapreso un nuovo studio a Lincoln e Milano. Molti farmaci sono stati adattati per essere usati in sicurezza negli animali e non sono apparentemente rischiosi, ma alcuni possono avere degli effetti collaterali di tipo psicologico che finora non sono stati per nulla studiati. I ricercatori sono particolarmente interessati agli effetti collaterali di un gruppo di farmaci anti-infiammatori comunemente usati conosciuti come corticosteroidi o’steroidi’. Questi farmaci sono spesso usati nei problemi cutanei o nell’artrite e i ricercatori hanno rilevato delle prime evidenze che suggeriscono che questi farmaci potrebbero anche influenzare direttamente diversi comportamenti legati alla percezione degli altri e dell’ambiente circostante. Essi stanno dunque perseguendo questa linea di ricerca, con il lancio di un questionario online che ha lo scopo di raccogliere informazioni dai proprietari di cani che hanno questi problemi medici. Il Professor Mills dell’Università di Lincoln spiega: “lo scopo dello studio è di raccogliere un grande numero di proprietari di cani che stanno attualmente assumendo terapie per alcune forme di artrite, artrosi o problemi dermatologici; abbiamo bisogno di informazioni su cani che seguono diverse terapie per esaminare se un certo farmaco è associato con cambiamenti specifici. Chiedendo ai proprietari di riferire una serie di risposte comportamentali che possono osservare quando il loro cane è in terapia, possiamo calcolare la possibilità che un certo farmaco sia associato con un rischio più alto di mostrare certi cambiamenti comportamentali e se questi risultati sono compatibili con le nostre ipotesi e sulle prime evidenze da noi trovate. In uno stadio successive testeremo questa associazione con test comportamentali appositamente studiati che verranno condotti con cani di proprietari che volontariamente si presteranno allo scopo”. -PERCHE' IL CANE ULULA? Il cane è un animale sociale che comunica di continuo con i propri simili, con gli appartenenti al proprio branco e con l’uomo. L'ululato è uno dei suoi modi di comunicazione che ha mantenuto in comune con il suo parente più stretto, il lupo. Il cane utilizza essenzialmente due codici comportamentali. La postura del corpo, comprese le espressioni facciali, e le vocalizzazioni, ossia il guaito, il ringhio, l’abbaio e l’ululato. In natura l’ululato ha principalmente la funzione di segnalare la propria presenza e riunire un branco. Lo utilizzano i lupi, in particolare all’arrivo della stagione invernale, quando richiamano gli altri individui del branco per cacciare le grandi prede e meglio ispezionare l’areale di caccia. Alcuni cani, ad esempio i siberian husky e gli alaskan malamute, vocalizzano solamente attraverso l’ululato in quanto il loro legame genetico con i progenitori lupi è ancora forte. Fratello dove sei? In tutte le altre razze canine che pure abbaiano, invece, l’ululato non ha perso l’antico significato di trasmettere ai simili la propria presenza sul territorio. E’ più che altro una ricerca di contatto a distanza tra i membri del branco. Capita spesso che ululino di più i cani che vengono lasciati soli in case o giardini. In situazioni di isolamento, infatti, questi animali manifestano con l’ululato il naturale desiderio di comunicare con i propri simili e l’uomo, al quale è talvolta riconosciuto lo status di capo branco-FONTE FOCUS -COS'E' L'IPERESTESIA FELINA? L’iperestesia felina è un problema comportamentale che può colpire gatti di tutte le età e di tutte le razze, anche se per fortuna non è molto frequente, vista la grave sintomatologia che la caratterizza. Il gatto manifesta improvvisamente delle “crisi”, soprattutto nelle ore serali e mattutine. Durante questi episodi, è come se fosse in preda a delle allucinazioni: incomincia a correre senza una metà - ovviamente è un disturbo che non deve essere confuso con le normali corse che i gatti fanno ogni tanto di sera o di mattina per scaricare un po’ i nervi e fare un po’ di movimento. Durante queste corse ha lo sguardo fisso e gli occhi vitrei, guarda insistentemente alcune parti del suo corpo (es. coda, fianchi e zampe posteriori) ed è come se non le riconoscesse, tant’ è che cerca di attaccarle e morderle. Spesso i gatti corrono per tutta la casa per scaricarsi. E non è certo il caso di preoccuparsi, è normale. La sindrome rolling skin disease invece ha sintomi ben precisi e individuabili facilmente.
I SINTOMI E’ chiamato anche disturbo della pelle arrotolata (rolling skin disease) in quanto, uno dei sintomi che la contraddistingue, è la presenza di movimenti della cute nella regione della schiena, che ricordano delle piccole onde. In certi casi si ha anche perdita incontrollata di feci e urine. Inoltre, è come se l’animale fosse in un altro mondo e non riconoscesse gli altri soggetti presenti nell’ambiente Può infatti arrivare ad attaccare persone o oggetti o animali vicini a lui perché ritenuti una minaccia. Emette anche forti miagolii e ringhi. Non risponde alle sollecitazioni dell’ambiente (richiamo del proprietario) ed è perciò difficile interromperlo durante la crisi. Le crisi sono intermittenti (una volta al mese) e fra una crisi e l’altra, il gatto è del tutto normale. Non tutte le crisi presentano queste manifestazioni e anche l’intensità dei sintomi può essere molto diversa da un episodio all’altro. Sicuramente la presenza del fenomeno del rolling skin accompagnata da corse e da miagolii deve indurre il proprietario a richiedere un consulto veterinario.
CAUSE E TERAPIA La causa di questa patologia è sconosciuta e non si sa se sia solo comportamentale o anche neurologica. Viene considerata un disturbo compulsivo e come tale ha alla base un’eziologia legata allo stress (dovuto per esempio a un’insufficiente stimolazione ambientale, o a modificazioni della routine quotidiana) e una probabile predisposizione genetica. La diagnosi deve prevedere una visita comportamentale e una visita clinica per escludere eventuali problemi dermatologici (allergie) o neurologici (crisi convulsive) che possono confondere il quadro clinico. La terapia prevede la somministrazione di farmaci e una terapia comportamentale costituita da modificazioni ambientali (per es. individuare e rimuovere causa scatenante, ridurre lo stress) e comportamentali (per es. il proprietario deve ignorare completamente il gatto nel momento in cui manifesta la crisi, per evitare di rinforzare, attraverso le sue attenzioni, queste manifestazioni). 
Educare ed addestrare un cane non significa altro che modificare i suoi comportamenti ed averne il controllo. Se diamo un'occhiata al passato, ci accorgiamo che i principali strumenti usati dall'uomo per avere il controllo dei comportamenti del cane, e di altri animali, sono stati il guinzaglio, il collare e la forza delle sue braccia. Il risultato erano cani, solo quelli abbastanza forti da resistere, che lavoravano bene, ma solamente per evitare le punizioni: cani fortemente sottomessi e tutt'altro che collaborativi. Fortunatamente, l'evoluzione culturale ha reso l'uomo meno rozzo e più propenso ad usare la testa, ed anche in campo cinofilo si è avuto un riscontro in questa direzione.
UN MODO DIVERSO PER EDUCARE Una diversa visione del rapporto uomo-cane ha portato ad un incremento dei cani da compagnia e ad una conseguente necessità di educare il proprio compagno. Essere duri ed usare la forza con il proprio cagnolino non è piacevole, e per fortuna non tutti accettano di farlo. Nasce così una necessità diffusa di trovare metodi di insegnamento gentili.Anche in campo cinofilo, così come in quasi tutti gli altri campi, dove l'uomo non può usare la forza, è costretto ad usare il cervello; si cominciacosì ad impostare il lavoro sui cani basandosi su teorie scientifiche sullo studio del comportamento. Nasce così, insieme ad altri metodi gentili, il clicker training. Il risultato di questa innovazione non è semplicemente il raggiungimento dello stesso obiettivo usando un metodo diverso, che comunque non è poco, ma è qualcosa di più: è avere al nostro fianco un cane che sia fortemente motivato a lavorare con noi, che sia collaborativo e parteattiva nel lavoro e che soprattutto sia felice di stare con noi.
GLI INGREDIENTI L'addestramento si è sviluppato principalmente sulla base di criteri empirici e molto spesso istintivi. Ma non sempre ciò che ci suggerisce il nostro intuito o la nostra esperienza ci porta ad ottenere buoni risultati. Quasi tutti siamo riusciti ad insegnare qualcosa al nostro cane, ma i nostri tentativi con un gatto si sono rivelati spesso fallimentari. Non perché quest'ultimo non sia addestrabile, come molti sostengono, ma solo perché il metodo adottato non è efficace. E non è efficace perché prescinde dalla conoscenza dei meccanismi di apprendimento dell'animale. Cerchiamo di insegnare qualcosa senza preoccuparci di trovare una lingua comprensibile per il nostro allievo. Ma se proviamo a dare un'occhiata sugli scaffali della scienza troveremo qualcosa che ci tornerà certamente utile. Troveremo preziose informazioni sull'apprendimento degli animali e su come sia possibile condizionare e controllare efficacemente i comportamenti. Ed è proprio su queste conoscenze scientifiche che appoggiano le fondamenta del clicker training. Fai questo ... altrimenti ... se fai questo ... allora ... Frasi di questo tipo ci sono molto familiari. Gli strumenti più comuni per indurre qualcuno a fare qualcosa sono infatti coercizione e ricatto. Questo è quello che ancora ci suggerisce il nostro istinto. Ma spesso siamo noi ad essere le vittime piuttosto che gli artefici. E quali sono le nostre emozioni in questi frangenti? Facciamo quanto richiesto con passività, ci innervosiamo, quando possiamo cerchiamo di defilarci. Completamente diverso il nostro atteggiamento quando siamo motivati a fare qualcosa, non è vero? Diventiamo partecipi, attivi e ben disposti. Ma da dove nasce la motivazione? Dalle gratificazioni che spesso ricompensano il nostro operato. Il nostro naturale atteggiamento è quello di ignorare quei comportamenti che ci piacciono e reprimere quelli che ci infastidiscono. Quello che invece dovremmo imparare a fare è premiare piuttosto che ignorare e ignorare piuttosto che punire.Il clicker training è infatti un metodo che fa leva esclusivamente sulla motivazione attraverso il rinforzo positivo. Ecco il secondo importante ingrediente: il rinforzo positivo. CERCHIAMO DI SAPERNE DI PIU' Cos'è e a cosa serve vi sarete domandati? Il clicker è un semplicissima scatoletta di plastica con all'interno una lamella metallica che con la pressione del vostro dito emette un suono breve e caratteristico, tipo click-clack. Ma come potrebbe tornarci utile? Uno degli aspetti più critici nell'addestramento di un animale è la comunicazione. Non potendo contare sulla nostra evoluta comunicazione verbale dobbiamo limitarci ad una forma molto più semplice. Ci accontenteremo di un semplice segnale che "esprima" la nostra approvazione, un segnale per marcare positivamente quel particolare comportamento che è di nostro interesse. Quanti di voi sono riusciti a insegnare al proprio cane ad andare a terra? Molti probabilmente. Quanti riuscirebbero con un gatto? Pochi proverebbero, quasi nessuno riuscirebbe. Perché? Questione di metodo. Con il cane l'approccio potrebbe essere stato approssimativamente questo. Avete dato l'ordine al cane di andare a terra, pronunciando un insignificante (per il cane) parola. Quindi avete indotto il cane ad assumere la posizione. Qualcuno avrà provato piazzando sotto il naso del cane un bocconcino facendoglielo inseguire fino a terra. Altri avranno manipolato il cane, in maniera più o meno gentile, forzando a terra. Fatta assumere quella posizione al cane forse avrete dato un bocconcino, forse una carezza, forse nulla. Non è così che avete fatto? Ora provate con il gatto. Se provate con la tecnica del bocconcino, il gatto guarderà il pezzetto di carne e molto probabilmente cercherà di strapparvelo con i suoi artigli. Dopo qualche tentativo andato a vuoto, seccato si rivolgerà ad altre e più interessanti attività, tornerà cioè a sonnecchiare sulla sua amata poltrona. Volete provare a forzarlo in quella posizione? Buona fortuna!! Un consiglio: usate dei robusti guanti da giardinaggio! Il gatto, contrariamente al cane, mette bene in risalto i limiti del nostro metodo. Non cede volentieri al ricatto, non tollera nessuna forma di costrizione. E' però un animale caratterizzato da spiccate capacità di apprendimento. Come mai allora con lui è un fallimento totale? Forse provando in un altro modo? Il gatto assume spontaneamente quella posizione, quindi non è che dobbiamo insegnargli niente di nuovo. Dobbiamo semplicemente fare in modo che la assuma quando glielo chiediamo. Muniamoci di un clicker, di una scorta di apprezzati bocconcini e di un pochino di pazienza. Aspettiamo che il gatto proponga spontaneamente quella posizione. Se conosciamo bene il nostro animale, non faticheremo ad intuire quando succederà e così non sprecheremo molto tempo. Con un preciso click segneremo l'istante in cui l'animale va a terra e quindi immediatamente dopo gli recapiteremo un gustoso bocconcino. Ripetendo un po' di volte questa trafila, avremo la ragionevole sensazione che il gatto abbia capito il gioco. -POSSIEDO UN BASSET HOUND. E' VERO CHE DEVO PORTARLO CON LA MUSERUOLA?
Davvero non crediamo, anche se Lei insiste nel dire che il suo vicino minaccia di chiamare le Forze dell'ordine. Le pubblichiamo l'Ordinanza del 2004  Ordinanza Ministero della Salute sui cani pericolosi ORDINANZA 27 agosto 2004 Tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressivita' di cani (GU n. 213 del 10-9-2004)IL MINISTRO DELLA SALUTE - Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
- Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281;
- Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
- Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
- Visti gli artt. 544-bis, 544-sexies e 727 del codice penale;
- Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
- Visti gli episodi di aggressione alle persone da parte di cani;
- Ritenuta la necessita' e l'urgenza di adottare, in attesa della emanazione di una disciplina normativa organica in materia, disposizioni cautelari a tutela della salute pubblica;
Ordina: Art. 1.1. Sono vietati: a) l'addestramento inteso ad esaltare l'aggressivita' dei cani; b) l'addestramento inteso ad esaltare il rischio di maggiore aggressivita' di cani pitbull e di altri incroci o razze di cui all'elenco allegato; c) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressivita'; d) la sottoposizione di cani a doping, cosi' come definito all'art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376. Art. 2.1. I proprietari e i detentori di cani, analogamente a quanto previsto dall'art. 83, primo comma, lettere c) e d) del regolamento di Polizia veterinaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, hanno l'obbligo di: a) applicare la museruola o il guinzaglio ai cani quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico; b) applicare la museruola e il guinzaglio ai cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto. 2. E' vietato acquistare, possedere o detenere cani di cui all'art. 1, comma 1, lettera b); a) ai delinquenti abituali, o per tendenza; b) a chi e' sottoposto a misura di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni; d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per i reati di cui all'artt. 727, 544-bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies del codice penale e, per quelli previsti dall'art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189; e) ai minori di 18 anni e agli interdetti e inabilitati per infermita'. 3. I divieti di cui al comma 2 del presente articolo non si applicano ai cani per non vedenti o non udenti, addestrati presso le scuole nazionali come cani guida. Art. 3.1. Chiunque possegga o detenga cani di cui all'art. 1, comma 1, lettera b), ha l'obbligo di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilita' civile per danni causati dal proprio cane contro terzi. Art. 4. 1. I proprietari e i detentori dei cani di cui all'art. 1, comma 1, lettera b), che non intendono mantenere il possesso del proprio cane nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente ordinanza debbono interessare le autorita' veterinarie competenti del territorio al fine di ricercare con le amministrazioni comunali idonee soluzioni di affidamento dell'animale stesso. 2. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di Polizia, di Protezione civile, dei Vigili del fuoco. La presente ordinanza e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia per un anno a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione. Roma, 27 agosto 2004 Il Ministro: Sirchia Elenco delle razze canine e loro incroci a rischio di maggiore aggressivita' di cui all'art. 1, comma 1, lettera b), della presente Ordinanza: - American Bulldog;
- Cane da pastore di Charplanina;
- Cane da pastore dell'Anatolia;
- Cane da pastore dell'Asia centrale;
- Cane da pastore del Caucaso;
- Cane da Serra da Estreilla;
- Dogo Argentino;
- Fila brazileiro;
- Mastino napoletano;
- Perro da canapo majoero;
- Perro da presa canario;
- Perro da presa Mallorquin;
- Pit bull;
- Pitt bull mastiff;
- Pit bull terrier;
- Rafeiro do alentejo;
- Rottweiler;
- Tosa inu.
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